Tratto da…

Questa divisione è una triste cosa. Perché è il segno di un problema rimandato, il segno di una difficoltà che non si è saputa affrontare secondo libertà, secondo spiritualità. Ora, ci possono essere tante cose dietro questo quindi la domanda, per me, è un po’ generica; tuttavia, genericamente, posso rispondere che bisognerebbe fare di tutto perché questa divisione non si verifichi, poiché non si divida proprio nulla! Gli uomini si possono dividere con le carte, ma il rapporto occulto rimane. Quando uno dice: «Adesso basta con questo essere», dice una cosa molto ingenua, perché proprio in quel momento si rafforza con quell’essere un rapporto più profondo e impegnativo.
La conoscenza, un giorno, illuminerà uomini in modo che dinanzi a certi problemi, saranno capaci di maggiore saggezza. Trattandosi di parenti, noi dobbiamo fare del tutto perché sia trovato un punto di accordo, sia trovata una soluzione pacifica, e questo lo possiamo sia mediante una azione esterna, sia mediante un’azione interiore, per esempio con il colloquio interiore con le persone; possiamo fare molto in questo senso, anzi è un dovere. Il dividersi non risolve nulla, salvo che questo dividersi non sia un modo per stare meglio insieme; ci sono delle persone che proprio per ritrovare l’armonia, ad un certo punto decidono di spartirsi un po’, per tentare di ritrovarsi. Ma questo è l’unico caso.
Quando si tratta dell’unione di una coppia, questa è unita giuridicamente sul piano umano, e unita religiosamente, ma tutto questo ha una controparte anche occulta: c’è qualcosa con cui fare i conti, ed è il vincolo occulto fra due esseri, che non può essere «saltato». Immaginiamo che l’uomo o la donna abbia un rapporto con un altro essere, più evoluto, ossia che la coppia si divida per il fatto che lui segue lo spirito e lei non lo accompagna, anzi lo contraddice; arrivano allora ad una crisi e lui ha una relazione con un altro essere, che consiglia loro di dividersi. Questo è comprensibile, ma è difficile essere saggi in questa situazione. Perché dal punto di vista dello spirito lui si potrebbe concedere un rapporto con un altro essere nella misura in cui non togliesse nulla di quello che deve spiritualmente e animicamente all’essere che lascia e che non può lasciare. Quindi deve essere in regola con tutto ciò che l’altro essere esige da lui, anche occultamente; poiché la tentazione è questa: ” Mi trovo un altro essere che spiritualmente mi corrisponde, e con l’altro organizzo una vita in cui avrò tutti i piaceri animali” — dico il termine animale per abbreviare, ma sono piaceri animali quelli del vivere insieme, le pantofole, la tv, la bella gita. Però tutto questo tu già lo avevi, quindi puoi lasciarlo solo nella misura in cui sei capace di avere un rapporto là dove non ti è stato possibile averlo con l’essere che lasci. Perché l’essere che tu lasci, e… in fondo, non lo lasci… senta che non hai tolto nulla, e quello che tu davi c’è ancora, e che come lei chiede tu sei presso di lei. Solo a questa condizione si può fare! Ma chi è capace di armonizzare una simile situazione?
Se si tratta di un rapporto spirituale, spirituale deve restare! Questi pensieri vanno pensati e accompagnati con grande religiosità, allora anche una preghiera può aiutare questi esseri, affinché essi possano attuare la loro divisione con grande armonia, con grande bontà; perché, ricordate, non esiste soluzione di problema che non sia una soluzione secondo bontà. Dove c’è un residuo di cattiveria, è tutto sbagliato; e lì, sono cambiali che si firmano per il karma. Quindi è importante che i due arrivino a comprendersi meglio proprio perché credono di potersi dividere, ma non si dividono.

Massimo Scaligero – Roma – 22 novembre 1978

tratto da “Graal”

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