Statue coperte, ospitalità e mass media.

statue coperte
La storia delle statue coperte dimostra ancora una volta come:

  • ogni evento possa diventare un argomento di discussione nazionale;
  • ogni evento possa essere usato per fare propaganda;
  • ogni evento possa essere montato a proprio piacimento per essere strumentalizzato;
  • l’opinione pubblica possa essere manipolata attraverso la comunicazione di massa.

Statue coperte per essere ospitali

Quando ho letto per la prima volta della notizia, il primo pensiero è stato l’aver coperto alcune statue perché al signor Rouhani, che è una delle persone più potenti dell’Iran, le statue a cazzo da fuori o a tette al vento avrebbero potuto dar fastidio, di conseguenza si trattava di una scelta basata sull’essere ospitali; come poi giudicato positivamente da lui stesso.
Lui viene qui perché, trovato l’accordo sul nucleare, l’Iran può nuovamente firmare accordi commerciali con partner stranieri e vuol farci guadagnare fior di miliardi e voi vorreste che non si senta a suo agio mentre si trova nel nostro paese? Se voi invitaste a cena il vostro capo sapendo che il giorno dopo dovrà decidere se darvi una promozione o meno, cercherete in tutti i modi di farlo sentire a proprio agio o passerete la serata a ruttargli in faccia e scoreggiargli sotto il naso? Punto primo.
Punto secondo, ma la vostra fottuta ospitalità, dove l’avete lasciata?

La discussione

Invece con il passare delle ore, quella non notizia che poteva tranquillamente essere ignorata da tutto e da tutti ha cominciato a diventare la notizia del momento, addirittura superando i confini nazionali. Noi, il paese che abbiamo sempre permesso a tutti e a tutto di calpestare i nostri diritti e fare della nostra terra il porto di qualcun altro, ci stiamo incazzando perché un povero cristo ha coperto delle statue nude? Cioè noi ci stiamo incazzando perché? Quale è questo alto principio che stiamo difendendo?
Noi che non riusciamo a tenere in piedi Pompei e che abbiamo trasformato Roma, la città più bella del mondo, in una latrina a cielo aperto ora storciamo il naso per delle statue coperte?

La comunicazione

Quello che però sta succedendo è emblematico se invece lo consideriamo dal punto di vista della comunicazione di massa e di come quest’ultima sia in grado di manipolare le masse. Gente che non visita un museo da anni, che se gli chiedi chi è Canova ti risponde che è un centrocampista del Cerignola, la senti discutere come se la questione delle statue coperte possa cambiargli la vita da un giorno all’altro. Persone che l’ultimo libro che hanno letto è stato il manuale d’istruzioni di qualche elettrodomestico che discutono l’argomento come una questione di vita o di morte. Ma ci rendiamo conto?
Se vi andate a leggere cosa si possa arrivare a compiere per firmare contratti miliardari voi, se foste persone con una morale, perdereste il sonno. Eppure stiamo discutendo di alcune statue coperte, forse con troppo zelo, per ospitalità nei confronti di un politico che è venuto a portarci dei soldi.

Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto.
(Horacio Verbitsky)

[*] L’immagine è stata presa da: http://www.radiocittafujiko.it

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