Si chiude per incompetenza

Oggi, per l’ennesima volta, mi è capitato di leggere un articolo in cui si discuteva della chiusura di un’attività con annessa simil intervista al “principale”. Questi, nello specifico, additava come causa del “decesso” del proprio esercizio errori altrui. L’articolo in questione recitava più o meno così (tanto sono tutti uguali):

La nostra è un’attività commerciale in piedi da oltre cinquant’anni bla bla bla, siamo uno dei locali storici di questo centro bla bla bla, chiudiamo a causa delle politiche commerciali del comune votate alla realizzazione di centri commerciali bla bla bla. Se ci fossero più parcheggi e le macchine potessero arrivare in centro più facilmente bla bla bla.

Capisco che farsi un esame di coscienza richieda l’avere una coscienza, ma, prima di accusare gli altri non sarebbe più semplice chiedersi perché NON TUTTE le attività commerciali chiudono? Mi pare che molti negozi, con le stesse politiche negative dell’amministrazione pubblica (a volte più che negative, vergognose), riescano a portare avanti tranquillamente (si fa per dire) la propria azienda.

Quello di cui sono sicuro è che, quando un esercizio commerciale chiude, pur in presenza di una crisi, pur in presenza di politiche amministrative errate, pur in presenza di un esattore delle tasse che assomiglia allo sceriffo di Nottingham, l’80% della responsabilità sia da imputare al commerciante stesso.
Inoltre, altra cosa di cui sono sicuro è che più della metà degli esercenti che vede il proprio negozio sull’orlo della chiusura, oltre ad essere incompetente, faccia parte degli esercenti con negozio “storico”, cioè quegli esercizi commerciali nati durante il boom economico italiano e che “hanno fatto i soldi” semplicemente esistendo.
Bello fare affari senza averne la capacità semplicemente perché gli altri hanno soldi da spendere come se niente fosse vero?!

Ora che la moneta scarseggia, ora che le persone sono molto più attente alle spese, ora che la concorrenza è molto più accanita, ora che (con l’avvento di Internet) la concorrenza è anche spietata perché proveniente da tutto il mondo, ora che il mercato è cambiato  è arrivato il momento di vedere realmente chi sia in grado di fare il proprio mestiere e chi no.
Perché il bravo commerciante (mestiere difficile) – innanzitutto – sa prevenire e sa come anticipare i tempi; penso ai bar, sono sicuro che chi avesse una WI-FI Free dieci anni fa stia ancora lavorando tranquillamente.

Prima di arrivare alle conclusioni, faccio due esempi su tutti. Il primo, per rimanere in tema, riguarda i famosi “esercizi commerciali del centro”, il secondo riguarda una tipica attività commerciale di vendita al dettaglio, il negozio per intenderci.

Con le auto al centro riprende l’economia!

In tutte le città d’Italia si affronta prima o poi la discussione sul centro a traffico limitato o pedonale. Quello che sento spesso, ovviamente da parte degli esercenti incompetenti (e che stanno chiudendo), è che il centro cittadino dovrebbe essere aperto alle automobili e che si dovrebbe avere il parcheggio facilitato. Quest’affermazione, per semplificare, presuppone che le persone (i clienti) vadano al centro commerciale perché sia più comodo; quindi, se fosse più comodo parcheggiare in centro, le persone non andrebbero più nei centri commerciali. Tralasciando che “la ggggente vanno” in un centro commerciale per “usi e costumi” (la nostra cultura media ormai prevede un centro commerciale come parte importante della nostra esistenza) aumentare il traffico al centro più che ampliare il numero di persone lo diminuirebbe; questo perché andrebbe ad infierire negativamente su quelle persone, tipo me, che frequentano il centro cittadino per “usi e costumi”; questa categoria di persone vuole il centro cittadino PEDONALE.

Concorrenza, questa sconosciuta

Parliamoci chiaramente, gli esercenti (mi riferisco sempre a quelli incompetenti) non sapevano nemmeno cosa fosse la concorrenza fino a qualche anno fa e, seppure l’avessero conosciuta, non era certo agguerrita e tecnologicamente avanzata come quella attuale. L’esercente incompetente, e di conseguenza quasi sempre neoluddista, si trova ad avere a che fare con due tipi di concorrenza che nella maggior parte delle volte, addirittura, non riesce nemmeno a CAPIRE, nel senso cerebrale del termine: non c’arriva. Questa concorrenza (che reputa pure sleale nel caso) è formata dal tipico negozio che si è adeguato agli standard del web, quindi ha tutta un’attività a parte sul web di social marketing, web marketing e reputation etc etc; o dal tipico negozio che non ha nemmeno un indirizzo fisico perché lavora esclusivamente con quello virtuale, primo tra tutti Amazon.com (che pare voglia fare le consegne con i droni!!). E’ la concorrenza bello e, che tu lo voglia o no, è la realtà. Quindi hai voglia a fare lobby per leggi ad-hoc o a mobilizzarti contro l’invasione dei droni; mentre pensi a come bloccare l’avanzata della tecnologia e della modernità il tuo commercialista ti chiamerà per annunciarti che è arrivato il momento di abbassare la saracinesca una volta per tutte.

A me dispiace. C’è una parte di me che prova pena e dispiacere per questa categoria di persone e, se semplicemente appendessero la bandiera bianca all’esterno della propria attività con un biglietto del genere

purtroppo a causa della mia incompetenza nel capire il mio lavoro e il presente devo chiudere la mia attività lasciando senza cibo una moglia e dei figli [..] e chi più ne ha più ne metta

io sarei anche d’accordo nell’allestire un fondo di solidarietà speciale, come si fa per le persone diversamente abili, ci mancherebbe, lo Stato serve proprio ad aiutare i più bisognosi sempre o anche in determinati momenti storici.
Purtroppo però non è così, purtroppo questa categoria di esercenti ha la capacità di incolpare (vedi anche post precedente) un’entità esterna per i propri guai (la tipica entità esterna che al massimo può “finire di affossare”) e di farlo con una spocchia costruita sull’aver fatto azienda solamente perché si è avuto la fortuna di entrare nel mercato in un momento in cui tutti, anche facendo debiti, avrebbero fatto acquisti, consumato, comprato.

Ebbene quei tempi sono finiti, ebbene la realtà ha bussato alle vostre porte, ebbene potete continuare a lamentarvi e a incolpare chi vi pare per i prossimi mesi o anni, ma tanto il risultato non cambierà, la saracinesca si abbasserà e la vostra incompetenza trionferà sopra ogni altra cosa. E questo, perché il bene vince sempre!

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