Perché non credo alla medicina occidentale (3)

In questa serie di post sto cercando di spiegare perché non creda ciecamente alla medicina occidentale e lo sto facendo descrivendo, punto per punto, quegli aspetti che ritengo più grotteschi o di maggior importanza nel processo che mi ha portato a perdere la fiducia verso di essa. Dopo aver parlato della mancanza di metodo scientifico e della cura dei sintomi, in questo appuntamento vorrei soffermarmi sul sistema che regge tutto l’ambaradan.

Le case farmaceutiche
Come ci ricorda Wikipedia

Le case farmaceutiche sono le aziende dell’industria farmaceutica che si occupano della ricerca, della produzione e della commercializzazione dei farmaci.

in parole povere le case farmaceutiche fanno soldi vendendo farmaci. Questo significa che per fare soldi le case farmaceutiche hanno necessità che qualcuno, identificato come malato, compri quei farmaci; in definitiva più malati ci sono, più farmaci vengono venduti, più le case farmaceutiche si arricchiscono (miliardi di euro/dollari/sterline). Questo è un concetto che deve essere assimilato e compreso fino in fondo perché se state credendo ancora che le multinazionali non pensino solo al proprio profitto o che Telethon esista per il vostro bene o che una corporation voglia il vostro benessere, allora potete anche smettere di leggere questo post perché siete finiti nel posto sbagliato. Quello che interessa alle case farmaceutiche è che ci siano più malati possibili o finti tali, punto. Finché esisteranno case farmaceutiche esisteranno malati e, molto probabilmente, NON il viceversa.
Allo scopo di ottenere sempre più profitti, le case farmaceutiche non si pongono molti dilemmi morali nell’usare qualsiasi tipo di mezzo a disposizione, basta cercare su Google i casi di corruzione della classe medica (a tutti i livelli) da parte delle case farmaceutiche per capire fino a che punto queste si spingano per aumentare le proprie vendite.

E qui arriviamo al nocciolo della questione riguardante la credibilità del sistema farmaco: perché io dovrei credere in questa struttura? Come faccio a fidarmi di un complesso basato sulla corruzione e sulla falsificazione degli studi che invece dovrebbero essere le fondamenta di quella credibilità?
Queste mie parole potrebbero sembrare esagerate perché, nel parlare di case farmaceutiche e di sistema medico, vengono chiamate così tante persone in causa che è impossibile immaginare che tutte siano coinvolte o che tutte parteggino per il lato oscuro della forza. Però come so che esistono medici occidentali bravissimi e che veramente riescono ad aiutare e salvare numerose vite umane anche attraverso l’uso dei farmaci, so anche che come tutti i sistemi “chiusi” il sistema medico tende ad essere molto conservatore e conservativo. Questo concetto vale ora alla presenza delle case farmaceutiche ma esisteva già ai tempi di Ignác Semmelweis. Vorrei raccontarvi la storia di Ignaziuccio perché la ritengo emblematica del sistema. Ignác era una medico ungherese nel 19esimo secolo, un medico così bravo che intuì prima di tutti l’esistenza dei batteri inserendo nel protocollo medico degli ospedali dove prestò servizio la regola del lavarsi le mani prima di un’operazione. Con questa semplice direttiva, ormai riconosciuta universalmente come una delle maggiori cause di contagio, le morti negli ospedali dove lavorò diminuirono così drasticamente che sapete cosa gli fecero per ringraziarlo? Gli conferirono un premio o almeno gli diedero una pacca sulla spalla? Figuriamoci, come ricompensa per aver salvato moltissime vite lo rinchiusero in un manicomio dove morì a causa, forse, delle percosse ricevute. Nessuna notizia da dietrologia, tutto scritto sempre su Wikipedia

Ci vorranno più di quarant’anni prima che la scoperta di Semmelweis venga accettata e applicata in modo generalizzato, la dimostrazione della contaminazione batterica fu data da Pasteur solo nel 1864. Prima di allora, le scoperte di Semmelweis vennero screditate e le morti ripresero ad essere ingenti. Il dottor Semmelweis venne licenziato dall’ospedale di Vienna, nonostante i positivi risultati, per aver dato disposizioni senza averne l’autorità. Tornato in Ungheria applicò lo stesso metodo all’ospedale di San Rocco a Pest, ottenendo anche qui un abbassamento significativo dei nuovi casi di febbre puerperale. Ciononostante la comunità scientifica dell’epoca gli si scagliò contro e Semmelweis finì per essere ricoverato in manicomio[5], dove morì nel 1865, a causa delle percosse subite forse dalle guardie dell’istituto.

Volevo terminare con la storia di Ignác proprio perché, come in tutte le strutture di potere, esistono un sacco di medici che veramente credono di poter cambiare le cose o che veramente credono nel giuramento di Ippocrate; se la medicina occidentale fosse formata solo da queste persone, se le case farmaceutiche avessero il consiglio di amministrazione formato solo da queste persone, allora sì che tornerei a credere nel loro modo di fare medicina. Ma purtroppo non è così, purtroppo come nel caso del medico ungherese (e molti altri medici nel corso dei secoli) la struttura medica si contrappone al bene dei pazienti per difendere se stessa e i propri interessi e fin quando sarà così, da paziente, non sceglierò mai di rivolgermi con fiducia verso quel mondo che mi guarda più come un cliente con il portafogli gonfio che come una persona bisognosa di aiuto.

Lo stress e la questione psicologica
[to be continued…]

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