Crac banche e risparmi prosciugati

Stavo scrivendo il secondo post sulla medicina ma il tarlo delle banche fallite ha avuto la meglio.
I fatti sono abbastanza noti: quattro banche (Banca delle Marche, CariFerrara, Banca Etruria e CariChieti) sono fallite azzerando le obbligazioni subordinate che, pare fino a pochi giorni prima, venivano ancora vendute agli ignari correntisti; un po’ come già successo per il crac della Parmalat.

Come al solito leggendo un po’ di notizie qua e la, il sangue amaro arriva quasi subito: i soliti noti che sono sempre in mezzo, banchieri che pur avendo rovinato intere famiglie continueranno a fare la loro vita di sempre, politici che parlano tanto per aprire la bocca cercando di accaparrarsi qualche voto in più, Salvini sempre presente… insomma la solita caciara da bar all’italiana dove oggi si discuterà di questo, domani di uomini che odiano le donne.
Ora però vorrei un attimo vestire i panni dell’antipatico e cercare di valutare lucidamente la questione. Dico lucidamente perché sono sempre stato dell’avviso che quando in un determinato rapporto ci sono due soggetti, la responsabilità di quel che accade non può essere (nella maggior parte dei casi) completamente attribuita ad uno solo dei due attori protagonisti.
Ho detto che avrei vestito i panni dell’antipatico perché so che dare la colpa di quello che è successo anche alla povera casalinga di Voghera o al povero pensionato morto suicida (che riposi in pace) non è una scelta popolare, ma io sono dell’avviso che se non si conosce una cosa, non la si deve fare.
Tutte quelle persone che hanno buttato i soldi in quelle obbligazioni subordinate, non sapevano minimamente cosa stessero comprando, semplicemente si fidavano delle persone che avevano di fronte (almeno spero).
La scena tipo sarà stata:
– Salve caro banchiere, sapendo che lei è una persona seria, come ben sa ho ereditato questi soldi da mia nonna, visto che ho i materassi in lattice come posso investire i miei soldi?
– Ah carissima signora, le posso proporre una serie di investimenti sicuri che le faranno guadagnare un bel gruzzoletto a fine anno per fare i regali ai nipotini.
– Eh signor banchiere, lei mi ha capito a volo, volevo proprio un investimento sicuro e buono; ma posso fidarmi? Se ne sentono un sacco per televisione.
– Ma si figuri mia cara signora, ora le faccio firmare due/trecento fogli, ma lei non legga niente tanto sono le solite scartoffie burocratiche. E non si preoccupi per i suoi soldi, li perderebbe solo se la banca fallisse.
– E figuriamoci se una banca fallisce.

Quindi da una parte abbiamo i banchieri, e come vogliamo definirli? Truffatori? Malfattori? Figli di puttana? Delinquenti? Criminali? Per me sono tutte domande retoriche perché, per fare una cosa del genere, devi essere una persona che ha perso la propria umanità altrimenti non puoi avere il coraggio di vendere carta straccia ad un vecchio conoscendo la sua mancanza di educazione finanziaria (con il rischio che perdendo i suoi risparmi si rovini la vita). Ben venga la galera, se la legge fosse uguale per tutti. E ben vengano organi di controllo, se lo stato amministrasse la cosa pubblica per il bene comune.
Dall’altra parte però c’è da valutare anche il comportamento dei correntisti perché una percentuale di colpa ce l’hanno anche tutte quelle persone che quei contratti li hanno firmati, perché quando firmi una cosa devi sapere cosa stai facendo, soprattutto se stai “investendo” centinaia di migliaia di euro.
L’ignoranza non è una scusa e nemmeno deve essere una giustificazione. I maghi (ciarlatani) vi fanno pagare centinaia di euro sfruttando quella stessa ignoranza che vi ha fatto mettere decine di migliaia di euro nelle mani di ciarlatani in giacca e cravatta.
Vi direi quasi che ve la siete cercata e che vi servirà da lezione se non fosse che non imparerete mai, perché voi continuerete a dare la colpa sempre agli altri delle disgrazie che vi capitano quando, a guardar bene, in alcuni casi siete voi stessi ad aiutare i vostri carnefici attraverso la vostra ignoranza e il voler cercare profitti senza sacrificio.
La lezione che dovreste imparare, se mai aveste la capacità di farlo, è che prima di lanciarvi in operazioni finanziarie di qualsiasi tipo, dovreste almeno rendervi conto di cosa state facendo e, se non lo avete capito, dovreste almeno leggere quello che firmate.
…che poi vorrei vedere chi avrebbe ancora il coraggio di firmare un contratto di quel genere una volta letto…
Insomma, mettiamo organismi di controllo e protezione delle fasce più deboli della popolazione, ma non lasciamo che l’ignoranza diventi il capro espiatorio.

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