I commenti alla vittoria de La grande bellezza

Che la Grande Bellezza abbia vinto l’Oscar come miglior film straniero è cosa risaputa, la colonia Italia festeggerà la vittoria del proprio film in concorso per almeno una settimana.
Io l’ho visto solo ieri sera (non su Canale 5 ormai non reggo più la pubblicità). Il film mi è piaciuto e anche tanto. L’atmosfera creata era fantastica, i colori anche. Non ho apprezzato la colonna sonora ma i personaggi erano costruiti con il giusto equilibrio. La scena dei fenicotteri mi ha sorpreso, non succede praticamente mai. Questo è il mio giudizio e, come dice il detto: de gustibus non disputandum est. Punto.Invece nel paese dove chiunque è pronto a criticare il prossimo ma mai a criticare se stesso, negli ultimi due giorni si sono sprecati i commenti al film, in tutte le salse, criticandone praticamente ogni cosa, in un verso o nell’altro: mancava questo, mancava quello, non meritava di vincere perché bla bla bla, a Roma ci sono i poveri e non si sono visti, Roma è sporca e invece sembrava pulita, non è stata dipinta la vera faccia della città. Mi fermo perché il punto della discussione non è questo.

Anche a me, ripensando a quanto visto, è venuto in mente che mancasse completamente un personaggio politico di rilievo, cosa praticamente impossibile per gli ambienti descritti dal film. E quindi?  – (Anzi, forse meglio così, senza più classe politica in nessun altro film visto che ormai stanno in qualunque posto come se la parola di un politico contasse in qualsiasi contesto)  - Comunque, tornando a noi. Perché dopo aver visto il film avrei dovuto esprimere un giudizio critico solo perché non pensavo ci fosse un politico? Mica ero un giurato degli Oscar. Mica Sorrentino doveva realizzare un documentario su Roma.
Sarebbe stato come criticare Cicciolina per essersi fatta inculare da un cavallo e non da una Giraffa.

Sorrentino ha girato un film perché qualcuno gli ha dato i soldi per farlo. L’ha fatto scegliendo un soggetto e costruendoci una storia intorno, ha scritto la sceneggiatura, ha scelto gli attori che secondo lui, o chi per esso, avrebbero interpretato al meglio il ruolo che gli era stato assegnato e, ogni mattina per tutto il tempo delle riprese, s’è messo dietro la macchina da presa urlando ciaaaaaaaaaaaaaaaaaaak o una cosa del genere. Finite le riprese qualcuno le ha montate, come con la panna, ha inscatolato il tutto e l’ha distribuito. Dopo tutto questo lavoro il film ha cominciato a vincere premi – diversi – compreso l’Oscar. Se Sorrentino abbia vinto meritatamente o facendo pompini a tutte le giurie di tutti i concorsi in cui è stato candidato questo non lo so ma, cosa fondamentale, manco me ne frega. Come non me ne frega un cazzo che tutti quei premi li abbia vinti. Ieri sera però, grazie a lui, ho passato due ore piacevoli guardando un film e questo è l’unico motivo per il quale La Grande Bellezza abbia influito nella mia esistenza.

Perciò cari italiani medi, al posto di criticare, guardatevi il film (e gli altri film finché morte non ci separi) e non ci scassate la minchia con le vostre critiche inutili, siete come i calciatori che corrono dall’arbitro quando questi ha già fischiato. Come diceva Boskov?

Rigore è quando arbitro fischia.

Dovreste ricordarlo più spesso.

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