La carta atlantica

Carta Atlantica
Per compensare quanto letto sugli straccioni dei nostri politici che riporto dal Fatto

Il cerimoniale sta per conferire i regali. Il momento è di gioia. Ma un furbastro lo rovina. Desidera il Rolex. Scambia la sua scatoletta con il pacchiano cronografo con quella dell’ambito orologio svizzero e provoca un diverbio che rimbomba nella residenza di re Salman. Tutti reclamano il Rolex. Per sedare la rissa interviene la scorta di Renzi: sequestra gli orologi e li custodisce fino al ritorno a Roma.
La compagine diplomatica, guidata dall’ambasciatore Armando Varricchio, inorridisce di fronte a una scena da mercato di provincia per il chiasso che interrompe il sonno dei sauditi.


mi sono riletto i punti della carta atlantica, perché non tutti i politici sono dei cialtroni, non tutti i politici hanno fatto del loro potere un mero utilizzo personale, non tutti i politici sono stati, sono o saranno degli zotici senza alcuna capacità se non quella di pensare ai propri interessi.

Dichiarazione congiunta del Presidente degli Stati Uniti d’America e del Primo Ministro Signor Churchill, rappresentante del Governo di Sua Maestà del Regno Unito, i quali, in occasione del loro incontro, ritengono opportuno render noti taluni principii comuni alla politica nazionale dei rispettivi paesi, sui quali essi fondano le loro speranze di un avvenire migliore per il mondo.

  1. I loro Paesi non aspirano a ingrandimenti territoriali o di altra natura;
  2. Essi non desiderano consentire a mutamenti territoriali che non siano conformi ai voti liberamente espressi dai popoli interessati;
  3. Essi rispettano il diritto di tutti i popoli a scegliersi la forma di governo sotto la quale vogliono vivere e desiderano vedere restaurati i diritti sovrani e l’autonomia di quei popoli che ne sono stati privati con la forza;
  4. Essi cercheranno di promuovere, col dovuto rispetto dei loro obblighi attuali, la partecipazione da parte di tutti gli Stati, grandi o piccoli, vincitori o vinti, in condizioni di parità, al commercio e l’accesso alle materie prime del mondo, che sono necessarie alla loro prosperità economica;
  5. Essi desiderano attuare la più piena collaborazione, nel campo economico, fra tutte le nazioni al fine di assicurare a tutti migliori condizioni di lavoro, progresso economico e sicurezza sociale;
  6. Dopo la distruzione definitiva della tirannide nazista, essi sperano di veder stabilita una pace che consenta a tutte le nazioni di vivere sicure entro i propri confini, e dia la certezza che tutti gli uomini, in tutti i paesi, possano vivere la loro vita liberi dal timore e dal bisogno;
  7. Una pace del genere dovrebbe permettere a tutti gli uomini di attraversare senza ostacoli i mari e gli oceani;
  8. Essi credono che tutte le nazioni del mondo, per ragioni sia materiali sia spirituali, debbano addivenire alla rinunzia dell’impiego della forza. Poiché non sarà possibile conservare in avvenire la pace, qualora armamenti terrestri, navali ed aerei continuino ad essere impiegati da nazioni che minaccino, o possano minacciare aggressioni fuori dei loro confini, essi ritengono che in attesa che sia stabilito un più vasto e permanente sistema di sicurezza generale, il disarmo di tali nazioni sia indispensabile. Essi inoltre appoggeranno ed incoraggeranno tutte le altre misure pratiche che possano alleviare ai popoli amanti della pace il peso schiacciante degli armamenti.

14 agosto 1941

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