Ask.fm aka il bronx della rete

E’ entrata ormai nell’immaginario collettivo l’idea che il Bronx sia un posto pericoloso. Questo sicuramente lo era diversi anni fa, attualmente credo sia un medio posto occidentale in cui vivere. Ovviamente le mie sono delle semplici considerazioni inutili, non sono mai stato nel Bronx quindi sto ripetendo l’immaginario collettivo. Vabbè, tutto questo per dire che Ask.fm sembra essere diventato il Bronx della rete, almeno per gli adolescenti, almeno per quello che si legge sui quotidiani.E’ notizia di oggi il suicidio di una ragazzina di 14 anni, l’ennesimo, causato o comunque influenzato anche dal comportamento che anonimi coetanei hanno avuto nei suoi confronti attraverso il sito menzionato e che, visto che bisogna dare un nome a tutto, i media chiamano cyberbullismo.

A differenza di altre piattaforme online, Ask.fm permette la navigazione e l’interazione in modalità anonima, praticamente ognuno può leggere e scrivere ciò che vuole senza inserire un nome o quantomeno un nickname. Leggendo qua e là pare che il tono delle conversazioni a volte prenda strade a dir poco fuori controllo, qualche esempio lo trovate su delle pagine di FB create a posta per riportarle

Già una volta, prima che cancellassi il database del blog, avevo scritto qualcosa in merito all’inadeguatezza dei genitori  davanti al rapporto che i loro figli hanno con i social network in particolare ma con la rete in generale. Inadeguatezza e pigrizia.

Prima di arrivare all’inadeguatezza, vorrei soffermarmi un attimo sulla pigrizia (non è la parola giusta ma è la prima che mi è venuta in mente), perché prima dell’avvento di Internet, dei social network, degli smartphone, dei tablet e di quel cazzo che vi pare, esisteva la televisione. E a cosa serviva la televisione dei genitori pigri? Serviva a fare da baby sitter ai figli. Quegli stessi figli che, con l’aumento della tecnologia, al posto di trovarsi davanti uno schermo di quarantadue pollici, si sono trovati a guardarne uno da quattro massimo sette, i loro nuovi baby sitter. Chiusa la parentesi, meriterebbe un post di cattiverie a parte, passiamo all’inadeguatezza.

Purtroppo, miei cari genitori, siamo nell’era post Internet e, NON POTETE FARCI UN CAZZO DI NIENTE. Perciò, se volete rispondervi alla domanda “ma cosa posso fare“, se volete essere dei genitori attenti, dovete controllare i vostri figli in due mondi distinti, quello che PER VOI è quello reale e quello che PER VOI è quello virtuale. Mi sono permesso di sottolineare il PER VOI perché prima o poi, si spera, capirete che per loro questa differenza NON ESISTE. Questo significa, in definitiva, evitare che il vostro amato figlioletto o la vostra angelica figlioletta frequenti posti (virtuali) o persone (virtuali) poco raccomandabili. Voi lo mandereste vostro figlio di notte in giro per il bronx? Voi lo mandereste vostro figlio in giro con persone poco raccomandabili?

Un giorno si spera, i vostri figli avranno la capacità di capire quali siano le cose a cui dare peso e quali no, questo però difficilmente succederà prima dell’età adulta. Fino ad allora, chi dovrà essere al loro fianco per vietare o meno la frequentazione di determinate cose siete voi. Questo presuppone l’impegno a capire il mondo virtuale ma, soprattutto, sforzarvi di capirlo per come LORO LO PERCEPISCONO, per quanta importanza LORO danno ad un commento anonimo sul web.

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